Si stanno definendo le fasi finali del progetto della Ciclovia Tirrenica, che collegherà Ventimiglia e Roma in uno straordinario percorso panoramico. L’apertura della tratta ligure è prevista entro il 30 giugno 2026.
Ciclovia Tirrenica

Sta per debuttare in Italia il nuovo itinerario cicloturistico che collegherà Ventimiglia a Roma: la Ciclovia Tirrenica. Si tratta di un percorso che attraversa diverse regioni, e che permetterà di costeggiare l’Italia dal Nord al Centro in bicicletta, attraverso una via panoramica mozzafiato a fare da sfondo dalla Liguria alla Capitale. Il progetto è uno dei più importanti tra quelli finanziati nell’ambito del sistema nazionale delle ciclovie turistiche, e ha richiesto investimenti per 36,7 milioni di euro, di cui:
- 19 milioni dai fondi PNRR,
- 6 milioni di fondi da parte del Mit,
- 5 milioni di fondi regionali Fsr,
- quasi 7 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione.
Grazie a questi fondi è stato possibile dare vita ad un percorso ciclabile che si snoda principalmente lungo la costa, e che sfrutta ex sedimi ferroviari e percorsi misti. In questo modo, la Ciclovia Tirrenica riqualifica il territorio e crea nuovi input turistici, attivando un nuovo volano sia turistico che economico per le regioni che attraversa. Gli interventi sono giunti alla loro fase finale, e manca pochissimo all’inaugurazione dell’itinerario, fissata entro il prossimo 30 giugno.
La riqualificazione del territorio

In Liguria i lavori seguono la tabella di marcia, e alcuni tratti della Ciclovia sono già aperti al pubblico, permettendo di ammirare l’enorme intervento svolto e anticipando il risultato finale. Come spiegano il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone, “siamo all’ultimo miglio prima del completamento della Ciclovia Tirrenica in Liguria. A Ponente, poche settimane fa abbiamo aperto il tratto del Golfo Dianese ed entro giugno sarà pronto anche quello tra Diano Marina e Imperia”. Il cronoprogramma prevede, successivamente, lo sblocco del percorso tra Ospedaletti e Andora (47 km consecutivi di pista ciclopedonale) e il completamento dei 13 km dei tratti contigui tra Sarzana e Marinella di Sarzana, a Levante.
In questo modo, si creerà un unico percorso ciclabile da Viareggio a Sarzana. Il suo valore è altissimo anche dal punto di vista del riuso, poichè gran parte del tracciato ligure recupera l’ex sedime ferroviario dismesso della linea Genova-Ventimiglia, infrastruttura storica ma rimasta inutilizzata da diversi anni, che è stata riconvertita in uno spazio pubblico accessibile e sicuro. Gli interventi hanno riguardato la sistemazione dei parapetti, l’illuminazione, la messa in sicurezza dei versanti e il consolidamento di muri e manufatti, integrando anche opere di mitigazione del rischio idrogeologico.
Turismo lento e mobilità dolce

La Ciclovia Tirrenica è una delle 10 ciclovie individuate dal Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche e si sviluppa su 870 km, partendo dalla Liguria per attraversare la Toscana e terminare a Roma, dove si congiunge con la Ciclovia del Grande Raccordo Anulare delle Biciclette di Roma. Si tratta, quindi, di una sfida per i bikers più esperti e di un invito alla mobilità dolce per i curiosi e gli amatori. Il percorso, una volta completato, sarà fruibile e accessibile a tutti.
Si tratta di un esempio di turismo lento di altissimo valore, che va ad aggiungersi alla proposta delle ciclovie italiane, e che sta già riscuotendo molto successo, soprattutto tra i turisti esteri. Anche gli italiani, però, grazie alla Ciclovia potranno esplorare questo spettacolare tratto di costa e pedalare tra borghi, monumenti, siti archeologici, strade storiche, fiumi e colli, rappresentando un elemento di connessione tra i vari territori, che ridefinisce il rapporto tra le singole città attraversate in una continuità suggestiva attraverso i confini regionali e geografici.
Cicloturismo e Open Air

Il cicloturismo rappresenta un segmento in forte crescita che ogni anno attira un numero sempre maggiore di appassionati. Questo comparto del turismo outdoor si inserisce perfettamente nella strategia diffusa che punta alla destagionalizzazione e alla delocalizzazione dei flussi turistici: affianca al classico binomio estate-mare, la fruizione del territorio anche in altri periodi dell’anno e in altre modalità, aprendo le porte delle aree rurali e dell’entroterra, delle campagne e dei borghi. Le ricadute sul territorio e sulle comunità locali sono più che positive, e incentivano a creare nuove sinergie e nuove offerte turistiche anche nelle località più piccole.
Dalle strutture ricettive alla ristorazione, dalle aziende artigiane ai commercianti, l’intero territorio beneficia del ritorno sia economico che d’immagine dei servizi legati al noleggio e all’assistenza cicloturistica e delle attività ad hoc per questo particolare segmento di clientela. Il cicloturismo è strettamente connesso con l’Open Air, specie tra quelle aziende che prima di altri hanno saputo offrire servizi mirati ai propri ospiti ed esperienze di avvicinamento alle due ruote per grandi e piccoli. Il legame tra cicloturismo e Open Air non può che rafforzarsi e crescere ulteriormente grazie a questi nuovi investimenti e alla creazione di nuove infrastrutture come la Ciclovia Tirrenica, in ottica di sviluppo condiviso e apporto di valore orizzontale su più livelli.




